sabato 26 gennaio 2008

LUI

Adesso vi parlo di lui, di M.
è vero: l'ho sempre completamente ignorato, ignoravo lui, la sua esitenza e tutto il suo mondo, ignoravo il fatto che lui sapesse qualcosa di me.
Era il 29 novembre (il comp. della mamma), quando ho cominciato a provare qualcosa per lui: siamo andati a vedere le scuole, le superiori, io ho 'visistato' il Classico e Ragioneria. Come ho già accennato vivo in un paese minuscolo, (forse ne parlerò un giorno, ma ne dubito dato che lo odio) e l'anno prossimo dovrò andare in una cittadina a studiare, questa l'avevamo raggiunta in pullman. nel viaggio di ritorno, lui era in fondo, io tre posti prima. Lui m'ha guaradata, una, due volte. Poi gli altri in fondo hanno cominciato ha oscillare sulle curve della strada, perchè abitiamo in montagna e ci sono un mucchio di tornanti lungo la strada, cmq: loro oscillavano e lui cercava di non farlo, sebbene lo spingessero da destra e da sinistra, cercava di fare quello grande, quello che non si abbassa a queste stronzate, cercava di fare il tipo di cui io mi sono innamorata.


E adesso ogni volta che lo vedo provo qualcosa di nuovo, provo la gioia dell'amore e la tristezza dell'impossibilità, provo il desiderio del volere e il rimpianto del disprezzo.
Ma non lo ho, non è mio, so che non potrà mai esserci niente tra noi, so che io e lui siamo incompatibili, come la calamita col polo positivo che respinge quella con un altro polo positivo, so che tra noi c'è il muro di Berlino, (quello poi era stato abbattuto, no? beh queto non cadrà mai), è un muro creato dalla timidezza, dall'ingenuità e da tante altre cose che ci separano, è il nostro muro, l'unica cosa nostra, l'unica cosa che condividiamo è ciò che ci separa, l'unica cosa che condiviadiamo è il non condividere niente, e sto male quando scrivo ciò, sto male perchè parlo di cose che non esistono e mai esisteranno, perchè parlo di impossibilità e imbossibilità è una parola dal significato tanto triste.
Lui forse sa di me, mi piacciono i suoi occhi profondi, scuri, scurissimi, ho sempre pensato che i miei occhi verdi superavano quelli marroni della maggior parte dei miei amici, lui m'ha fatto capire che non è così, alcuni hanno gli occhi arroni talmente belli, talmente profondi, io mi ci perdo e penso che in uno squallido verde non ci si può perdere. Lui mi piace, ma la sua influenza è negativa su di me, come lo è stata quella dell'Andrea, quella di quello di diciassette anni, che poco fa ne ha compiuti diciotto e di tutti quelli di cui mi sono innamorata, il peggiore è stato l'Andrea che mi ha rifiutato, io gli sbavavo dietro e lui si voltava, l'ho odiato, Dio Mio, non sapete quanto, con quello più grande non è stato così lui, mi aveva notato, ma non mi aveva neache mai parlato indirettamente, non mi aveva respinnto e preferivo così. Con M. va tutto da schifo, vivo dei miei sogni di me e lui, felici, in un mondo che non è diviso da niente, in un mondo che è una sfera perfetta, e vivere di sogni è vivere da schifo, è vivere avventure che non si vivranno, è imparare ad aspettare, è credere in cose che non avverrano mai, sognare è sbagliato, è falso, non è quella cosa dolce che dicono tutti: sognare è l'Inferno!!!



Questa sono io quando lo vedo: SBAVO!!!

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